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Aggressione Davide, basta attaccare e condannare chi è innocente

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 COMUNICATO STAMPA  Abbiamo pregato tanto per il povero Davide, continueremo a farlo con forza e con tanta fede, nella viva speranza che si compi il miracolo.  Abbiamo pregato per lui e per la sua famiglia, lo abbiamo fatto nel profondo dei nostri cuori, ma anche pubblicamente, organizzando un momento di aggregazione e di sensibilizzazione, attraverso una fiaccolata che ci ha condotti sino al Tribunale Crotone. E Dio solo sa quanto mi è costato farlo.  Abbiamo pregato, ma abbiamo chiesto anche che sia fatta giustizia, attraverso una severa pena nei confronti dell'aggressore di Davide.  Questa sono io, e questa è la mia associazione, Libere Donne, un punto di riferimento nel nostro territorio. Ma questa orrenda e triste storia purtroppo, che la sera della fiaccolata ha vissuto anche momenti deprecabili ed evitabili da parte di chi ha addirittura sputato a terra a mo di disprezzo, e che direttamente ed indirettamente ha interamente coinvolto più persone, mi spinge...

Davide Ferrerio è anche figlio di Crotone

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  COMUNICATO STAMPA    Davide è anche figlio di Crotone, e la parte buona di Crotone, quella onesta, perbene, altruista, che pensa e si muove sempre col cuore, domenica sera sarà sicuramente insieme a noi, con e per Davide Ferrerio, la cui vita purtroppo, a causa di un inverosimile agguato di una efferatezza spietata, è appesa solo ad un filo.  Ed è proprio a questo filo, sottilissimo ma ancora presente, che ci dobbiamo aggrappare, con tanta forza, con tanta speranza e con tanta fede, affidando a Dio tutte le nostre preghiere affinché possano essere esaudite.  Ma chiederemo anche che sia fatta giustizia, e che chi ha commesso un così atroce atto criminoso, venga punito con una severa condanna.  Conosco molto bene il dolore di Giusy, la mamma di Davide, la sento ogni giorno, e so cosa si prova in questi terribili ed interminabili giorni e, da mamma a cui hanno brutalmente ucciso un figlio, conosco i sentimenti che da mesi albergano nel suo cuore e nei suoi p...

Libere Donne apre le porte alle istituzioni.

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 COMUNICATO STAMPA  Da oggi possiamo e vogliamo dire, che non sia solo il 25 novembre, "Giornata della Memoria" ed il 10 dicembre "Giornata dei Diritti Umani", ma anche che la giornata vissuta ieri, costituisca l'inizio di un rapporto serio e costante tra il Comune di Crotone e l'associazione Libere Donne, presente sul territorio ormai da 16 anni. Per farla breve, e per riassumere il nostro pensiero: per chi fa ed opera nel sociale, Natale è tutti i giorni. Ebbene, fedeli al nostro credo ed ai nostri valori, abbiamo avviato un dialogo  con i presidenti delle Commissioni Consiliari, i quali hanno invitato l'associazione, sinora restia a qualsiasi forma di collaborazione con questa amministrazione comunale.  La nostra associazione infatti, vive e risponde alle quotidiane e complicate ed urgenti problematiche, non evase dall'assessorato di competenza.  In sede di Commissioni, abbiamo parlato e condiviso le carenze sociali del nostro territorio, e abbiam...

Perché dobbiamo ricordare Lea Garofalo

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Torturata, uccisa e poi sciolta nell’acido. È questa la fine che merita una donna che si ribella alla ‘ndrangheta. Perché dobbiamo ricordare sempre Lea Garofalo? Perché ha alzato la testa e ha parlato rompendo schemi di omertà e anni di silenzio e sottomissione. La vita di Lea Garofalo, uccisa dall’ex compagno Carlo Cosco il 24 novembre del 2009, è stata legata a doppio filo alla criminalità organizzata calabrese. A quella realtà di corruzione, omicidi e regolamenti di conti, con cui ancora bambina impara suo malgrado a familiarizzare. Lea diventa testimone di giustizia nel 2002 per evitare che anche sua figlia segua lo stesso destino di morte. Nasce nel 1974 a Petilia Policastro, in provincia di Crotone, viene cresciuta da una nonna che le insegna che “il sangue si lava con il sangue”, perché quello è il diktat che la famiglia Garofalo segue da generazioni. Così, quando il padre di Lea viene ammazzato in una delle faide ‘ndranghetiste in cui sono coinvolti i Garofalo, a pareggiare i c...

Urlo di dolore in Cassazione per chiedere giustizia per Giuseppe e per altre quattro vite spezzate.

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  Partiti con il buio, com’è diventata all’improvviso la nostra vita, perché Giuseppe portava la luce attraverso il suo sorriso.   Viaggiamo verso Roma con mia madre e mio fratello per chiedere ancora una volta giustizia in Cassazione per l’omicidio di mio fratello, una mano armata dalla criminalità organizzata per distruggere non una vita ma quella di cinque persone, l’unica colpa per mia madre aver collaborato con la legalità e aver salvato gratuitamente tantissime vite che avrebbe dovuto salvare lo Stato.   Fin da bambina ho sempre seguito mia madre nei suoi percorsi e nelle battaglie contro ogni tipo di violenza e di soprusi, dopo la morte di mio fratello mi sono trovata catapultata nel mondo degli adulti insieme a mio fratello Paolo, avevamo 16 e 12 anni, due minori a cui è stata regalata gratuitamente una scena di violenza vera e propria.  Dopo quasi 5 anni sento ancora il freddo sulla mia pelle di    quelle aule di tribunale dove la giustizia ha perm...

Associazione Libere donne, incontro in III Commissione Consiliare

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 Venerdì scorso, Libere donne ha incontrato la III commissione consiliare della politiche sociali, per la prima volta si è parlato di Rete per aiutare il territorio ad uscire dal grave degrado e disagio sociale in cui vivono i vari quartieri crotonesi, abbiamo presentato le attività che svolge da anni ormai la stessa associazione, la battaglia per uscire dalla violenza di genere e dei percorsi guidati con il reinserimento di ex detenuti nella fase decisoria di primo grado per reati di minore allarme sociale attraverso la messa a prova nel mondo del volontariato e del recupero dei giovani che abbandonano la scuola per entrare a far parte del mondo della  criminalità, ed intervenire per il reinserimento attraverso l’ufficio scolastico e nel modo del lavoro. Abbiamo discusso del territorio e delle problematiche che lo affliggono, della povertà sommersa e del bisogno di creare opportunità nuove per le donne sole e vittime di violenza, il mondo del lavoro per ridare dignità a quest...

A Crotone i Servizi Sociali non esistono quasi più

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 COMUNICATO STAMPA Come ho sempre fatto, anche in questa occasione, più che importante e delicata, e che meriterebbe di essere affrontata e risolta una volta per tutte, in quanto addetta ai lavori, direttamente interessata e coinvolta, affermo con prove e cognizione di causa, che a Crotone purtroppo i Servizi Sociali non funzionano, c’è ancora tanto da fare. Anzi addirittura li definirei "servizi asociali", per quanto è evidente ed abissale il distacco con la vita reale, col mondo fuori dal palazzo comunale, con la gente che soffre situazioni e condizioni impossibili, e che molto spesso invece di essere aiutata a rialzarsi, a ricostruire la propria vita, viene paradossalmente affossata e rigettata nella fossa dei leoni. Proprio in una fase così delicata e difficile, proprio quando si avverte un disagio enorme, proprio quando un assessorato essenziale come quello delle politiche sociali in una realtà come Crotone dovrebbe fornire risposte chiare ed efficaci, ci rendiamo conto ...

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